Il mangiare è un piacere. Non
lo dico io, né tanto meno il Corriere dei Piccoli, ma sono le ricerche scientifiche lo
hanno ampiamente dimostrato.
E' il nostro cervello a
trasmetterci le sensazioni di benessere e felicità
attraverso la produzione di determinati ormoni e sostanze.
Queste sostanze vengono soprattutto quando mangiamo. In particolare grazie
all'integrazione di cibi che producono endorfina e serotonina.
La prima è una sostanza analgesica che porta il corpo ad uno stato di
benessere, la seconda ha effetti rilassanti ed antidolorifici paragonabili a
quelli dell'oppio e della cocaina. Tra gli alimenti che producono tali sostanze
ci sono la cioccolata, la pasta, il pane, i dolci in generale e mi fermo qui
perché credo che anche voi conoscete bene la lista.
In poche parole, la scienza
ha scoperto l’acqua calda. Il cibo è un piacere, altrimenti che piacere è?
Però il problema è un altro.
O meglio vi faccio una serie di domande e mi rivolgo ad un certo tipo di pubblico: è solo l’alimentazione che ci può dare
gioia nella vita?
Non possiamo trovare la felicità
altrove, come nella famiglia, nel lavoro, nel volontariato, nella cultura o in
altri hobby?
L’unico vero svago è
costituito dalla tavola appena apparecchiata? Non siamo capaci di sfogare le
nostre energie in qualcosa d’altro? Non c’è un’altra strada che ci faccia
sentire vivi? Non esiste un altro modo per sfogare le nostre rabbie, rancori,
stress ed ansie, ma anche le nostre energie?
Solo nella prima cosa che ci
capita davanti, come il frigorifero, riusciamo a scaricare le nostre timore e
paure? Solo in quel caso sappiamo essere noi stessi?
E’ così impossibile capire
che non dobbiamo rifugiarci sempre e solo nel cibo, prima che si crea una catena
inesorabile che ci porta ad essere schiavi di medicine e di cure
infinite?
A queste domande dovete
rispondere voi, perché l’ho già parlato con i fatti! La soluzione esiste sempre.




